Emorrodi, al San Rocco arriva la tecnica laser HeLP: indolore ed efficace

Il dottor Nicola Crea del Poliambulatorio San Rocco

Il dott. Nicola Crea è uno Specialista in Chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva. Nel 2008 ha lavorato al fianco all’Ospedale Universitario di Leuven (Lovanio), in Belgio, al fianco dei Proff F. Penninckx ed A. D’Hoore, universalmente considerati due luminari della chirurgia colo-rettale e proctologia.  Dopo alcuni anni di esperienza agli Ospedali Civili di Brescia, dal 2015 è approdato al Poliambulatorio San Rocco di Montichiari.

Con lui il Poliambulatorio San Rocco offre all’utenza bresciana una procedura innovativa per il trattamento delle emorroidi. La tecnica si chiama HeLP (Hemorroidal Laser Procedure)  ed è un metodo indolore ed efficace per risolvere le emorroidi di 2° e 3° grado, che si manifestano tipicamente con prurito, dolore e sanguinamento: un problema che fino a pochi anni fa veniva trattato solo con l’uso di farmaci. La tecnica HeLP rappresenta attualmente la terapia chirurgica mini invasiva più efficace per il trattamento della malattia emorroidaria di II e III grado.

CHE COSA E’ LA TECNICA HELP?

“La tecnica di dearterizzazione laser, HeLP – spiega il dottor Crea – rappresenta una procedura sicura, efficace e senza dolore nel trattamento di emorroidi sintomatiche di II e III grado con prolasso mucoso minimo/moderato; è una tecnica che può essere eseguita senza anestesia e quindi in regime ambulatoriale o day surgery ed i risultati ottenuti su più di 170 pazienti con un follow-up di 3 anni hanno dimostrato la sua validità in termini di risoluzione della patologia emorroidaria a breve e soprattutto medio-lungo termine.

L’intervento con il laser agisce cauterizzando (“chiudendo”) i rami terminali dell’arteria emorroidaria superiore circa 4 cm prossimalmente alla linea dentata nel canale anale, grazie all’effetto di denaturazione e coartazione prodotto da una fibra Laser. Questo trattamento ha notevoli vantaggi rispetto all’intervento tradizionale, che pure in alcuni casi è ancora necessario. Innanzitutto per il maggior comfort del paziente. Inoltre, non lasciando cicatrici, è possibile se necessario sottoporsi nuovamente all’intervento, nella remota eventualità che si verifichi una recidiva. La procedura risulta efficace in circa il 90% dei pazienti”.

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